Guida pratica all’IVA per i freelancer sulle piattaforme digitali
Scopri come calcolare l'IVA quando lavori tramite piattaforme digitali e chi è il responsabile per evitare errori fiscali.
Quando un freelancer apre un account su una piattaforma digitale come Upwork, Fiverr o Malt, pensa che tutto venga gestito automaticamente per quanto riguarda la fatturazione e l’imposta. La verità è che la legge saudita stabilisce chiaramente chi è responsabile della riscossione dell’IVA (VAT) e quando viene applicata al servizio.
Chi è il responsabile dell’imposta?
Le regole di base affermano che chi emette la fattura è responsabile della riscossione e del versamento dell’imposta. Nel caso di un freelancer che vende i propri servizi tramite una piattaforma, esistono tre scenari comuni:
- La piattaforma emette la fattura a nome del freelancer e aggiunge l’IVA.
- Il freelancer emette direttamente la fattura al cliente, mentre la piattaforma trattiene solo una commissione senza alcun ruolo nell’imposta.
- La piattaforma si classifica come intermediario commerciale e aggiunge l’IVA sulla commissione, mentre il freelancer rimane responsabile dell’IVA sul proprio servizio.
La differenza di questo ruolo dipende dalla struttura del contratto con la piattaforma e dalle condizioni di servizio. Se il contratto specifica che la piattaforma agisce come “fornitore” o “elaboratore” delle transazioni, allora essa si assume la responsabilità di riscuotere l’IVA.
Come determinare se il tuo servizio è soggetto all’IVA o meno?
La chiave è il luogo di erogazione del servizio. In Arabia Saudita, se il freelancer fornisce un servizio a un cliente all’interno del regno, si applica un’IVA del 15% sul valore del servizio. Se invece il cliente si trova fuori dall’Arabia Saudita, il servizio è esente dall’IVA a condizione di poter dimostrare l’esportazione (ad esempio tramite un contratto chiaro che specifichi che il servizio viene erogato da remoto).
Con le piattaforme internazionali, spesso il cliente proviene da altri paesi, ma può capitare che un cliente saudita richieda il servizio tramite la stessa piattaforma. In questo caso, il freelancer viene trattato come se stesse vendendo all’interno dell’Arabia Saudita e deve quindi aggiungere l’IVA.
Passaggi per calcolare l’IVA per il freelancer sulle piattaforme
1. Determinare la residenza del cliente: utilizza l’indirizzo email, i dati di fatturazione o qualsiasi prova che dimostri che il cliente risiede in Arabia Saudita.
2. Verificare se la piattaforma applica l’IVA: controlla la sezione di fatturazione nelle impostazioni del tuo account. Alcune piattaforme (come Upwork) offrono l’opzione “IVA inclusa” o “IVA esclusa”. Se la piattaforma aggiunge l’IVA, non è necessario modificare manualmente la fattura.
3. Calcolare l’IVA manualmente se necessario: quando sei tu a emettere la fattura, calcola il 15% sull’importo del servizio. Esempio: se il prezzo del progetto è 10.000 riyal sauditi, l’IVA = 10.000 × 0,15 = 1.500 riyal sauditi, quindi l’importo totale della fattura = 11.500 riyal sauditi.
4. Includere l’IVA nei dettagli della fattura elettronica: indica chiaramente la voce “Importo IVA” e riporta il tuo numero di registrazione IVA (VAT Registration Number). Questo facilita la dichiarazione alla fine del mese.
5. Registrare l’IVA nel sistema ZATCA: alla chiusura di ogni mese, registra nel sistema “Zakat, Tax and Customs Authority” il totale delle vendite soggette a IVA e l’IVA riscossa. Non dimenticare di allegare una copia delle fatture.
Quando si include l’IVA nella dichiarazione dei redditi?
L’IVA non viene incorporata nella dichiarazione dell’imposta sul reddito, ma gli importi pagati a titolo di IVA vengono detratti dal reddito netto prima del calcolo dell’imposta sul reddito. In altre parole, se paghi 15.000 riyal sauditi di IVA durante l’anno, puoi detrarseli dal tuo reddito totale prima di calcolare l’imposta sul reddito.
Sfide comuni e come evitarle
Errore nella classificazione del cliente: se consideri un cliente internazionale mentre invece si trova in Arabia Saudita, rischi una sanzione per mancata riscossione dell’IVA. La soluzione consiste nel documentare chiaramente l’indirizzo del cliente.
Affidarsi esclusivamente alla piattaforma per la generazione della fattura: alcune piattaforme non emettono fatture fiscali, quindi devi emettere una fattura separata e includere l’IVA da solo.
Omettere l’IVA sulla commissione: alcune piattaforme trattengono la commissione dal cliente e vi applicano l’IVA. Se non registri questa IVA come reddito, potresti presentare una dichiarazione inferiore al reale.
Consiglio pratico dal campo
Mohammed, freelancer specializzato in grafica, lavora tramite la piattaforma “Fiverr”. All’inizio dell’anno, applicava l’IVA su ogni transazione completata, ma ha notato che la piattaforma calcolava l’IVA solo sulla commissione. Dopo aver consultato un commercialista, ha scoperto che l’IVA sui suoi servizi (in base alla residenza del cliente) non era dovuta poiché la maggior parte dei suoi clienti erano internazionali. Di conseguenza, ha eliminato l’IVA dalle sue fatture ed evitato di pagare importi non dovuti.
Le lezioni apprese: controlla sempre le condizioni della piattaforma e verifica la residenza del cliente prima di applicare l’IVA.
Conclusioni
Il freelancer che utilizza piattaforme digitali non differisce sostanzialmente da qualsiasi altro venditore per quanto riguarda la responsabilità sull’IVA. La differenza sta nei dettagli del contratto con la piattaforma e nella prova della residenza del cliente. Seguendo passaggi chiari — determinare la residenza del cliente, verificare le politiche della piattaforma, calcolare l’IVA manualmente se necessario e registrarla nel sistema ZATCA — puoi evitare errori e sanzioni.
Mantenere la trasparenza nella fatturazione e documentare ogni operazione garantisce una dichiarazione fiscale corretta e ti permette di concentrare gli sforzi sulla crescita della tua attività invece di preoccuparti delle tasse.


