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Fondo di emergenza: quanto deve essere grande e dove tenerlo

Come stabilire l'importo del fondo di emergenza in base alle tue spese essenziali e dove tenerlo in Italia per averlo disponibile quando serve.

Salvadanaio e monete su un tavolo, simbolo di un fondo di emergenza

Un fondo di emergenza è una somma messa da parte solo per le spese impreviste: una caldaia da sostituire, qualche mese senza stipendio, una cura dentistica urgente. Serve a non dover chiedere un prestito o usare la carta di credito nel momento peggiore.

In questa guida vediamo come stabilire l’importo giusto per la tua situazione, dove tenerlo in Italia e come costruirlo un mese alla volta, anche con uno stipendio non alto.

In 30 secondi

  • Il punto di partenza più diffuso è coprire da 3 a 6 mesi di spese essenziali, non di stipendio.
  • Reddito variabile, famiglia monoreddito o casa di proprietà richiedono di solito un margine più ampio.
  • Il fondo va tenuto separato dal conto di tutti i giorni, in uno strumento sicuro e facile da smobilizzare.
  • Per questi soldi conta la rapidità di accesso più del rendimento.
  • Si costruisce con un bonifico automatico mensile e si ricostituisce dopo ogni utilizzo.

A cosa serve davvero un fondo di emergenza

Il fondo di emergenza non è un conto per le vacanze e non è un investimento. Ha un solo compito: assorbire un colpo improvviso senza costringerti a indebitarti o a vendere investimenti quando i prezzi sono bassi.

Chi non ha una riserva, davanti a un imprevisto, di solito ha tre strade: il fido sul conto, la carta revolving o un prestito personale. Sono tutte soluzioni che costano interessi e che trasformano una spesa singola in una rata che dura mesi. Il fondo di emergenza spezza questo meccanismo.

Esempi tipici di emergenza sono:

  • la perdita del lavoro o una riduzione dell’orario;
  • un guasto all’auto, se l’auto ti serve per lavorare;
  • spese mediche o dentistiche che non si possono rimandare;
  • riparazioni urgenti in casa, come un impianto idraulico o una caldaia;
  • un viaggio improvviso per motivi familiari.

Non sono emergenze, invece, le spese prevedibili anche se rare: il bollo auto, l’assicurazione RC auto, la TARI, i regali di Natale, la revisione della caldaia. Per queste conviene un accantonamento separato, mese per mese, come spiegato nella guida al budget mensile. Se le paghi con il fondo di emergenza, ogni anno lo svuoti senza che sia successo nulla di imprevisto.

Quanto deve essere grande: da 3 a 6 mesi di spese essenziali

La regola più usata è accantonare l’equivalente di 3–6 mesi di spese essenziali. La base di calcolo non è lo stipendio netto, ma quanto ti serve per vivere se tagli tutto il superfluo.

Il numero di mesi dipende da quanto sono stabili le tue entrate e da quante persone dipendono da te. La tabella dà un’indicazione di partenza.

Copertura indicativa del fondo di emergenza in base alla situazione
Situazione Copertura indicativa Motivo
Dipendente a tempo indeterminato, due redditi in famiglia 3 mesi Entrate stabili e da due fonti diverse
Dipendente, unico reddito in famiglia 4–6 mesi Un solo stipendio sostiene tutte le spese
Contratto a termine o in somministrazione 6 mesi Possibili periodi senza lavoro tra un contratto e l’altro
Partita IVA, freelance, lavoro stagionale 6–12 mesi Entrate irregolari e pagamenti che possono arrivare in ritardo
Proprietario di casa Aggiungi circa 1 mese Manutenzioni e spese condominiali straordinarie

Sono indicazioni, non obblighi. Chi ha un lavoro molto richiesto nel proprio settore può stare nella parte bassa della forbice. Chi ha figli piccoli, problemi di salute o un solo cliente importante farà bene a stare nella parte alta.

I lavoratori dipendenti che perdono il lavoro possono avere diritto alla NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Non contare però su di essa per i primi mesi: requisiti, importo e tempi di pagamento vanno verificati sul sito dell’INPS, e l’indennità non copre di solito l’intero stipendio. Autonomi e partite IVA hanno in genere tutele più limitate, e per questo hanno bisogno di un fondo più ampio.

Come calcolare le tue spese essenziali

Prendi gli estratti conto degli ultimi tre o sei mesi e somma solo le voci che dovresti pagare anche in un periodo difficile. Poi dividi per il numero di mesi. Otterrai una media più affidabile di una stima a memoria.

Nelle spese essenziali rientrano di solito:

  • affitto o rata del mutuo e spese condominiali;
  • bollette di luce, gas, acqua, internet e telefono;
  • spesa alimentare e prodotti per la casa;
  • trasporti necessari per lavorare o cercare lavoro;
  • assicurazioni e rate di prestiti già in corso;
  • spese sanitarie ricorrenti e spese per i figli, come mensa e scuola.

Restano fuori ristoranti, abbonamenti di intrattenimento, viaggi e acquisti non necessari: in un’emergenza sono le prime voci che puoi sospendere.

4.500 €Esempio: fondo per 3 mesi, ipotizzando spese essenziali di 1.500 € al mese
9.000 €Esempio: fondo per 6 mesi con le stesse spese di 1.500 € al mese
1.800 €Esempio: somma accumulata in 12 mesi mettendo da parte 150 € al mese, senza interessi

Se 3 mesi di spese ti sembrano un traguardo lontano, fissa una prima tappa più vicina: un mese di spese essenziali. Raggiungerla in fretta dà già una protezione concreta contro i piccoli imprevisti, che sono anche i più frequenti.

Dove tenerlo: l’accesso conta più del rendimento

Un buon posto per il fondo di emergenza deve rispettare tre condizioni: il capitale non deve oscillare di valore, i soldi devono essere disponibili in pochi giorni e devono stare separati dal conto che usi per le spese quotidiane. La separazione evita di consumare il fondo senza accorgertene.

Strumenti più usati in Italia per il fondo di emergenza
Strumento Accesso ai soldi Rendimento Cosa verificare
Secondo conto corrente o sottoconto Immediato Di solito nullo o molto basso Canone, costi dei bonifici e delle carte
Conto deposito libero (svincolato) In genere entro pochi giorni lavorativi Variabile, spesso più alto del conto corrente Tempi di svincolo, imposta di bollo, durata delle condizioni promozionali
Conto deposito vincolato Alla scadenza, oppure con penalità Più alto a parità di banca Penali per lo svincolo anticipato e interessi persi
Libretto di risparmio postale Rapido, allo sportello o online Variabile Condizioni aggiornate sul sito di Poste Italiane
Buoni fruttiferi postali Rimborsabili prima della scadenza, con regole proprie Dipende da quanto a lungo li tieni Interessi ridotti o nulli in caso di rimborso anticipato

Una soluzione pratica è dividere il fondo in due parti. La prima, pari a uno o due mesi di spese, resta su un conto con accesso immediato. Il resto può andare su un conto deposito libero o su un libretto, dove è comunque raggiungibile in pochi giorni. Il vincolo ha senso solo per la parte che con ogni probabilità non userai a breve, e solo se hai letto con attenzione le regole di svincolo.

Azioni, ETF, fondi comuni e obbligazioni a lunga scadenza non sono adatti al fondo di emergenza. Il loro valore può scendere proprio quando ti servono i soldi, per esempio durante una crisi economica che coincide con la perdita del lavoro.

Prima di scegliere, leggi il foglio informativo del prodotto e tieni conto dei costi: canone, imposta di bollo sui conti deposito e tassazione degli interessi. Le aliquote e le soglie cambiano nel tempo, quindi verifica i valori aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o chiedi alla tua banca.

La garanzia sui depositi: cosa copre

In Italia i depositi bancari sono tutelati da sistemi di garanzia a cui le banche aderiscono per legge: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e, per le banche di credito cooperativo, il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo. In caso di crisi della banca, rimborsano i depositanti fino a una soglia armonizzata a livello europeo, oggi pari a 100.000 € per depositante e per banca.

I libretti di risparmio postale e i buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato italiano. Si tratta quindi di una tutela diversa da quella dei fondi di garanzia bancari.

Come costruirlo passo dopo passo

Il metodo che funziona meglio è automatico, costante e parte dalla cifra che puoi davvero sostenere.

  1. Calcola le spese essenziali

    Usa la media degli ultimi mesi di estratto conto, considerando solo le voci che non puoi sospendere.

  2. Scegli il numero di mesi

    Parti dalla tabella sopra e decidi un obiettivo finale e una prima tappa, per esempio un mese.

  3. Apri un conto separato

    Un sottoconto, un secondo conto o un conto deposito libero. L’importante è che non sia collegato alla carta che usi tutti i giorni.

  4. Imposta un bonifico automatico

    Programmalo per il giorno dopo l’accredito dello stipendio. Così il risparmio avviene prima delle spese, non con quello che avanza.

  5. Aggiungi le entrate straordinarie

    Una parte della tredicesima, dell’eventuale quattordicesima o del rimborso del 730 può accorciare molto i tempi.

  6. Controlla ogni sei mesi

    Se affitto, famiglia o lavoro cambiano, aggiorna l’obiettivo.

Esempio: con spese essenziali di 1.500 € al mese e un obiettivo di 3 mesi, servono 4.500 €. Accantonando 200 € al mese occorrono 23 mesi, perché 4.500 diviso 200 fa 22,5. Se a dicembre aggiungi 500 € dalla tredicesima, restano 4.000 € da coprire con i versamenti mensili, cioè 20 mesi. Puoi provare le tue cifre con il calcolatore qui sotto.

Quando usarlo e come ricostituirlo

Prima di prelevare dal fondo, fatti tre domande: la spesa è necessaria? È urgente? Era davvero imprevedibile? Se la risposta è sì a tutte e tre, usa il fondo senza sensi di colpa: è stato creato per questo.

Dopo l’utilizzo, la priorità diventa ricostituirlo. Metti in pausa per qualche mese gli altri obiettivi di risparmio, come le vacanze o gli investimenti, e riporta il fondo al livello scelto. Se la spesa è stata grande, fissa un piano con un importo mensile e una data di arrivo.

Un’offerta su un acquisto o un investimento che sembra irripetibile non è un’emergenza: non usare il fondo per questo.

Fonti ufficiali

Domande frequenti

Il fondo di emergenza va calcolato sullo stipendio o sulle spese?

Sulle spese essenziali, cioè quelle che dovresti pagare anche in un periodo difficile. Lo stipendio include anche spese che in un’emergenza puoi tagliare, quindi porterebbe a un obiettivo più alto del necessario.

Conviene tenere il fondo di emergenza su un conto deposito vincolato?

Solo per una parte, e solo se conosci bene le regole di svincolo anticipato. Il vincolo di solito offre un tasso più alto, ma può comportare penali o la perdita degli interessi se ritiri prima della scadenza. La parte che potresti usare nei primi mesi è meglio tenerla su uno strumento ad accesso rapido.

Posso investire il fondo di emergenza in ETF per farlo rendere di più?

Non è consigliabile, perché il valore degli ETF può scendere proprio nel momento in cui ti servono i soldi. Il fondo di emergenza deve essere stabile e disponibile. Gli investimenti sono adatti alle somme che non ti serviranno per molti anni.

Meglio costruire il fondo di emergenza o ripagare prima i debiti?

Molte persone scelgono una via intermedia: una piccola riserva iniziale, poi il rimborso dei debiti più costosi, infine il completamento del fondo. Senza nessuna riserva, il primo imprevisto rischia di creare nuovo debito. Con debiti a interesse alto, però, tenere fermi molti mesi di spese può costare caro.

I soldi sul conto deposito sono protetti se la banca fallisce?

I depositi bancari in Italia sono tutelati da sistemi di garanzia fino a 100.000 € per depositante e per banca. La soglia si applica alla somma di tutti i tuoi conti presso la stessa banca. Verifica a quale sistema aderisce la banca nel modulo informativo che ti deve consegnare.

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Redazione HomeCasa

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