Guida pratica all’IVA tra aziende in Arabia Saudita: passi concreti per regolare le fatture ed evitare errori
Guida pratica per calcolare l'IVA sui contratti commerciali tra aziende in Arabia Saudita con esempi reali e consigli per evitare errori comuni.
Quando si tratta con un’altra azienda in qualsiasi settore industriale o commerciale, molti imprenditori pensano che l’imposta che pagano o ricevono sia semplicemente un numero sulla fattura e non richieda dettagli. La realtà è che l’IVA (VAT) in Arabia Saudita è soggetta a regole specifiche; altrimenti si rischiano problemi nella dichiarazione fiscale o persino multe.
Prima: quando si applica l’IVA alle transazioni B2B?
La legge impone l’IVA su tutti i beni e servizi trasferiti all’interno del regno, salvo esenzioni esplicite. Nelle transazioni tra aziende (B2B) il principio rimane lo stesso: se il destinatario è registrato nel sistema della zakat e delle entrate (ZATCA) e ha diritto al rimborso dell’imposta, la fattura deve riportare l’IVA al 15%.
Esistono poche eccezioni, come le esportazioni o alcuni servizi tecnici esclusi secondo il regolamento. Pertanto, prima di qualsiasi operazione, verificare che entrambe le parti siano registrate nel sistema fiscale.
Secondo: come calcolare l’IVA sulla fattura
Il passaggio fondamentale consiste nel determinare la base imponibile (il prezzo prima dell’imposta) e poi applicare l’aliquota del 15%. La formula è semplice:
- IVA = prezzo originale × 15 ÷ 100
- Totale finale = prezzo originale + IVA
Tuttavia, nelle fatture tra aziende possono comparire altri elementi che influiscono sulla base imponibile, come sconti progressivi o commissioni aggiuntive per servizi.
Esempio pratico: azienda fornitrice di materie prime
L’azienda “Alfa” fornisce all’azienda “Beta” una quantità di acciaio del valore di 250.000 riyal. Il contratto prevede uno sconto commerciale del 5% se il pagamento avviene entro 10 giorni. Il calcolo dell’IVA è il seguente:
- Prezzo originale = 250.000 riyal
- Sconto commerciale = 250.000 × 5 ÷ 100 = 12.500 riyal
- Valore dopo lo sconto = 250.000 – 12.500 = 237.500 riyal
- IVA = 237.500 × 15 ÷ 100 = 35.625 riyal
- Totale dovuto = 237.500 + 35.625 = 273.125 riyal
In questo modo la fattura risulta chiara per entrambe le parti e l’azienda “Beta” può richiedere il rimborso dell’IVA nella propria dichiarazione fiscale.
Esempio pratico: azienda di servizi di manutenzione
L’azienda “Gamma” offre servizi di manutenzione mensili allo stabilimento “Delta” per un valore di 40.000 riyal, aggiungendo una commissione fissa per coprire i costi del carburante pari a 5.000 riyal. Non sono previsti sconti. Il calcolo dell’IVA è il seguente:
- Valore totale prima dell’imposta = 40.000 + 5.000 = 45.000 riyal
- IVA = 45.000 × 15 ÷ 100 = 6.750 riyal
- Totale dovuto = 45.000 + 6.750 = 51.750 riyal
In questo caso, la fattura deve indicare chiaramente la voce “Valore dei servizi” e “Commissione carburante” per evitare fraintendimenti su qualsiasi parte della base imponibile.
Terzo: qual è la differenza tra IVA detraibile e non detraibile?
Nel sistema ZATCA, ogni azienda registrata paga l’IVA sulle vendite (imposta riscossa) e recupera l’IVA sugli acquisti (imposta pagata sui propri acquisti). La differenza tra le due viene registrata come IVA netta nella dichiarazione. Se l’IVA sugli acquisti è maggiore dell’IVA sulle vendite, l’azienda ottiene un credito positivo che le viene restituito sul conto bancario.
È importante ricordare che non si può detrarre l’IVA sui beni esenti (come le esportazioni); quindi, se una fattura include una parte esente e una parte imponibile, è necessario suddividere la base imponibile di conseguenza.
Quarto: passaggi per versare l’IVA nel sistema della zakat e delle entrate (ZATCA)
1. Verificare la correttezza della fattura: accertarsi della presenza del numero di partita IVA del fornitore, dei dati completi del cliente e dell’importo dell’IVA ben visibile.
2. Registrare la fattura in un software di contabilità che supporti la fatturazione elettronica. I sistemi moderni trasferiscono automaticamente i dati alla piattaforma ZATCA.
3. Predisporre la dichiarazione fiscale mensile: raccogliere tutte le fatture emesse e ricevute, calcolare l’IVA netta.
4. Inviare la dichiarazione tramite il portale elettronico entro l’ultimo giorno del mese successivo alle transazioni.
5. Pagare gli importi dovuti se l’IVA netta è positiva, oppure attendere il rimborso del credito se è negativa.
Quinto: errori comuni e come evitarli
- Inserire un’aliquota IVA errata (ad esempio 14% invece di 15%).
- Omettere gli sconti in fattura, causando il calcolo dell’IVA su un valore superiore alla realtà.
- Emettre una fattura senza il numero di partita IVA del cliente, impedendo così il recupero dell’IVA.
- Mescolare beni esenti e beni imponibili nella stessa fattura.
- Ritardare il versamento dell’IVA, esponendo l’azienda a sanzioni amministrative.
Ogni uno di questi errori può essere facilmente corretto se si adottano procedure di revisione interne prima di emettere la fattura definitiva.
Sesto: consigli per ridurre l’onere fiscale sulle aziende
• Utilizzare un software di contabilità che supporti la fatturazione elettronica, così da ridurre gli errori manuali.
• Conservare una copia elettronica di ogni fattura e verificare che sia conforme ai requisiti tecnici (XML).
• Esaminare regolarmente i contratti per individuare eventuali clausole esenti o modificabili dell’aliquota fiscale.
• In presenza di sconti o promozioni, calcolare l’IVA dopo l’applicazione dello sconto per garantire la precisione.
• Formare il personale degli acquisti e della contabilità sui concetti di IVA tra aziende, soprattutto quando si tratta con fornitori di altri paesi.
Conclusioni
Il calcolo dell’IVA sulle transazioni B2B non è complicato se si seguono passaggi chiari: determinare la base imponibile, applicare l’aliquota e mantenere la documentazione nel sistema ZATCA. Prestare attenzione ai dettagli come gli sconti e il numero di partita IVA può fare la differenza tra centinaia e migliaia di riyal di imposta. Perciò è fondamentale controllare ogni fattura prima dell’invio e utilizzare gli strumenti digitali per evitare errori ricorrenti.
In questo modo si ottiene piena conformità alla legge e si può recuperare l’IVA in sicurezza, con effetti positivi sulla liquidità aziendale e sulla reputazione presso i partner commerciali.


