Cosa sapere sulla tassa sulle criptovalute in Arabia Saudita
Guida pratica per calcolare la tassa sulle criptovalute in Arabia Saudita, dall'identificazione degli eventi tassabili alla compilazione della dichiarazione fiscale.
Il trading di criptovalute è diventato parte del portafoglio di molti investitori in Arabia Saudita. Con l’aumento del volume delle transazioni, sorge una domanda comune: devo pagare tasse sui miei guadagni da Bitcoin o Ethereum? La risposta non arriva da un testo chiaro, ma l’Autorità dello Zakat e delle Entrate (regione) ha stabilito regole che possono essere applicate praticamente.
Concetto di tassa sulle criptovalute
In Arabia Saudita non esiste un’imposta sul reddito personale per i cittadini sauditi, ma si applica lo Zakat al 2,5 % sul patrimonio netto che viene investito e genera un profitto. Gli espatriati non sauditi che sono soggetti all’imposta sul reddito, invece, sono sottoposti al sistema fiscale sul reddito secondo la legge fiscale generale.
Per le organizzazioni o gli individui che registrano un’attività commerciale nel settore delle criptovalute (ad esempio: vendita di servizi in cambio di Bitcoin), si applica l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) sul valore del servizio fornito secondo le attività soggette all’IVA.
Eventi soggetti a tassazione
Non ogni movimento nel tuo portafoglio richiede il calcolo dell’imposta. Definiamo cosa costituisce un evento tassabile in base al tipo di azione:
- Vendita o trasferimento di una criptovaluta contro valuta fiat o un’altra criptovaluta.
- Ricezione di una criptovaluta come pagamento per un servizio prestato.
- Guadagni da operazioni di Staking o Yield Farming che vengono corrisposti in criptovaluta.
- Distribuzioni di utili da fondi di investimento (REIT) crittografati.
Ciò che non è soggetto a tassazione è:
- Trasferimento di asset tra due portafogli di tua proprietà senza variazione di valore.
- Transazione interna tra i tuoi conti se non utilizzata per lavoro o commercio.
Come calcolare l’utile netto o la perdita
La regola fondamentale è ricavo – costo = utile netto (o perdita). Per applicarla con precisione:
- Registra la data di ogni operazione di vendita o trasferimento, con il valore della criptovaluta ricevuta in riyal sauditi (SAR) secondo il tasso di cambio al momento dell’esecuzione.
- Determina il costo di acquisizione dell’asset: prezzo di acquisto originale + eventuali commissioni di trading.
- Calcola la differenza tra l’importo ricevuto e il costo. Se la differenza è positiva, viene classificata come reddito soggetto allo Zakat o all’imposta sul reddito; se negativa, puoi detrarre la perdita da altri utili secondo le normative vigenti.
Esempio pratico:
- A gennaio 2023 hai acquistato 0,5 Bitcoin al prezzo di 90 000 SAR (comprensivi di 300 SAR di commissione).
- A marzo 2024 hai venduto 0,5 Bitcoin al prezzo di 150 000 SAR (comprensivi di 250 SAR di commissione).
- Costo totale = 90 000 SAR + 300 SAR = 90 300 SAR.
- Ricavo netto = 150 000 SAR – 250 SAR = 149 750 SAR.
- Utile netto = 149 750 SAR – 90 300 SAR = 59 450 SAR.
Se sei saudita, paghi lo Zakat al 2,5 % su 59 450 SAR, cioè circa 1 486 SAR. Se sei un espatriato non saudita, aggiungi questo importo alla dichiarazione dei redditi per applicarvi l’aliquota fiscale dovuta (ad esempio 15 %).
Procedure per la dichiarazione fiscale
Il passo successivo è comunicare all’Autorità dello Zakat e delle Entrate i guadagni o le perdite realizzate:
- Utilizza la piattaforma “Zakat e Sicurezza” per presentare la dichiarazione dello Zakat se sei saudita. Seleziona “Reddito da criptovalute” tra le categorie ricevute.
- Per gli espatriati non sauditi, accedi al sistema “Imposta sul reddito” (e‑Tax) e registra i guadagni come reddito da “attività commerciali non tradizionali”.
- Assicurati di allegare una copia dell’estratto conto del trading o di un file CSV che dettagli ogni operazione, con la documentazione dei tassi di cambio utilizzati.
Presentare la dichiarazione entro la scadenza (31 marzo per lo Zakat, 30 aprile per l’imposta) ti protegge dalle multe e dagli interessi di mora.
Altri esempi pratici
Ricezione di ricompense dallo Staking – Se ricevi 0,02 Ethereum al mese per il blocco delle tue criptovalute, questo evento è considerato reddito. Il suo valore in riyal al momento della ricezione viene aggiunto all’utile netto e soggetto allo Zakat o all’imposta.
Pagamento di servizi tramite criptovalute – Se offri una consulenza tecnica e ricevi 5 000 SAR in criptovaluta, l’importo viene calcolato al tasso di cambio del momento del trasferimento come reddito soggetto allo Zakat.
Perdita nel trading a breve termine – Se vendi una criptovaluta con una perdita di 3 000 SAR, puoi detrarre questa perdita dagli utili netti dello stesso anno finanziario, riducendo così l’importo dello Zakat o dell’imposta dovuto.
Consigli per evitare errori comuni
1. Registra ogni operazione – Non fare affidamento sulla memoria; salva i file CSV dagli exchange.
2. Usa il tasso di cambio ufficiale – Fai riferimento a una fonte affidabile come il sito della Banca Centrale Saudita per determinare il valore dei trasferimenti in riyal.
3. Aggiorna i registri periodicamente – Controlla il tuo portafoglio ogni tre mesi per individuare tempestivamente le discrepanze.
4. Consulta un consulente fiscale – Se il volume delle tue operazioni è elevato o hai avviato un’attività commerciale, è consigliabile rivolgersi a un esperto per evitare confusione tra Zakat e imposta.
Con l’evoluzione della normativa, l’Autorità dello Zakat e delle Entrate potrebbe emanare nuove linee guida sulle attività digitali. Seguire gli annunci ufficiali e aggiornare il tuo metodo di calcolo ti garantirà la conformità e ti permetterà di continuare a beneficiare del mercato digitale senza preoccupazioni fiscali.


